Inulina: cos’è e come si utilizza

L’Inulina è un oligosaccaride, ovvero uno zucchero semplice, poco calorico (100kcal/100gr) e con un indice glicemico piuttosto basso.

 

E’ presente in diverse piante, la maggior parte di queste appartiene alla grande famiglia delle Asteracee come ad esempio il radicchio, carciofo, cartamo, girasole, arnica, camomilla, calendula, ecc..

 

Le piante sintetizzano l’inulina come carboidrato di riserva al posto dell’amido, un carboidrato che di norma non viene sintetizzato da queste piante.

 

Ci sono diversi alimenti che la contengono e fra quelli di uso comune possiamo menzionare: cipolla, aglio, banane, topinambur ma viene estratta soprattutto dalla cicoria, da tuberi di dalia e dal tartufo bianco. 

 

I benefici dell’inulina dipendono  dalle sue proprietà prebiotiche. Un cibo prebiotico è un alimento in grado di nutrire la flora batterica intestinale “buona”, producendo effetti benefici sull’organismo.

 

Fra le proprietà che vengono attribuite all’inulina ci sono sia quella di facilitare la digestione, sia quella di ridurre il gas intestinale; infatti questa fibra aumenta la densità di bifidobatteri e diminuisce quella di batteri nocivi.

 

L’uso è sconsigliato a coloro che sono affetti da colite, meteorismo e altri disturbi della digestione  in quanto si tratta di un carboidrato fermentescibile e potrebbe creare problemi.

 

A differenza di altri carboidrati , l’inulina ha un sapore sostanzialmente neutro e può quindi essere utilizzata come additivo per incrementare la massa e il volume del prodotto, senza modificare il gusto dell’alimento.

 

In alcuni casi viene utilizzata per donare maggiore consistenza al prodotto finale o per evitare, nei mesi più caldi, l’affioramento del burro di cacao in alimenti quali il cioccolato o simili.

 

Inoltre l’inulina sembra anche inibire la proliferazioni di altri batteri, come clostridi e salmonelle che sono dannosi per l’organismo umano.

 

Agevola la regolarità intestinale, riduce l’assorbimento di colesterolo e migliora quello di calcio a livello dell’intestino